Notizie | 4 Febbraio 2026
Norme sulla neve: sciare a prova di standard
Le Olimpiadi Milano Cortina 2026 stanno per iniziare: scopriamo alcune delle norme più importanti che ci accompagnano negli sport invernali.
Alla vigilia delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, che inizieranno il prossimo 6 febbraio, cresce sempre di più l’attenzione verso gli sport sulla neve e sul ghiaccio.
Questo evento, ospitato l’ultima volta in Italia nel 2006, ci permette di vivere da vicino le discipline invernali, e ci offre l’opportunità di conoscere gli standard che non si applicano solo alle atlete e agli atleti, ma che accompagnano quotidianamente chiunque pratichi sport sulla neve e in montagna.

L’ambiente montano, infatti, non è solo bellezza e paesaggi suggestivi. La sicurezza rappresenta un elemento fondamentale, se non essenziale, per chiunque intraprenda un’attività sulla neve.
Ed è proprio qui che entrano in gioco le norme tecniche: strumenti che affiancano la legislazione, definendo standard di sicurezza e qualità per prodotti, servizi e impianti, con l’obiettivo di tutelare le persone e migliorare l’esperienza sportiva.
Le norme UNI riguardano molte delle attrezzature utilizzate negli sport invernali, dallo sci allo snowboard, fino all’alpinismo e allo sci di fondo.
Per la disciplina dello snowboard, la normazione mette a disposizione diversi standard che consentono a chi lo pratica adeguati accessori per la sicurezza, come la UNI EN ISO 20320:2020, dedicata agli “Indumenti di protezione per l’utilizzo nello snowboard”, in particolare ai requisiti e metodi di prova per i protettori del polso. Parliamo anche delle maschere per sport invernali, con la UNI EN ISO 18527-1:2022 dedicata alla protezione degli occhi e del viso per uso sportivo e la UNI EN 1077:2008 “Caschi per la pratica dello sci alpino e per lo snowboard”.
Anche l’alpinismo, seppur meno acrobatico, presenta norme dedicate al sistema di airbag da valanga (UNI EN 16716:2017) e ai requisiti di sicurezza dei ramponi (UNI EN 893:2019) per assicurarne un’ottima tenuta e resistenza.

Anche lo sci alpino, lo sport più popolare, trova riscontro nelle norme.
Si parte proprio dal singolo sci, che deve rispettare quanto afferma la UNI ISO 6267:1989 “Misurazione delle vibrazioni in flessione”. Più specifiche la UNI ISO 9462:2023 che definisce i requisiti per gli attacchi da sci alpino, la UNI ISO 9838:2023 che si focalizza sulle suole di prova, e la UNI ISO 11088:2023 che descrive i requisiti per il montaggio, regolazione e ispezione del sistema sci/attacco/scarpone (S-B-B). E ancora, la UNI ISO 9523:2024 tratta l’interfaccia con attacchi da sci alpinismo, mentre la recente UNI ISO 23223:2025 è centrata sui requisiti e metodi di prova degli scarponi da sci alpino con suola per camminata facilitata.
A differenza dello sci alpino appena citato, lo sci di fondo è strutturato in modo diverso: la UNI ISO 7798:2023 definisce, infatti, la determinazione dell’indice di fatica dello sci da fondo, mentre la UNI ISO 7140:1989 ne determina le caratteristiche dinamiche.
Quando calpestiamo la neve o sfrecciamo lungo una pista con un nuovo paio di sci, le norme tecniche non si vedono, ma ci sono sempre. Lavorano dietro le quinte per rendere più sicuri i nostri momenti di sport e relax, trasformando la passione per la montagna in un’esperienza di qualità, affidabile e senza pensieri. E per saperne di più su questo tema, sfoglia l’ultimo numero di Standard “Montagna: non solo Olimpiadi”.
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