Notizie | 14 Giugno 2023
Che cosa pensa il Parlamento Europeo della normazione?
Lo dice la Risoluzione approvata lo scorso maggio: la normazione tecnica agevola il funzionamento del mercato interno e contribuisce ad un approccio sostenibile.
All’inizio di maggio il Parlamento Europeo ha approvato la Risoluzione su una strategia di normazione per il mercato unico (2022/2058(INI)) con la quale ha ribadito che la normazione agevola il funzionamento del mercato interno, ha riconosciuto il suo approccio inclusivo, consensuale, market-industry-society-oriented e attento alla sostenibilità (sollecitando però maggiore attenzione alle differenze di genere).
Ha inoltre sollecitato l’abbattimento delle barriere all’ingresso (mancanza di competenze e risorse economiche) nella normazione per le organizzazioni no-profit e l’aumento della presenza delle MPMI e delle parti sociali.
Nei 6 capitoli il Parlamento Europeo ha espresso il proprio parere sul ruolo della normazione riconoscendo il sostegno che fornisce allo sviluppo economico, all’evoluzione tecnologica, all’innovazione, alla competitività e al green deal, formulando degli auspici (rivolti alla Commissione, al Consiglio, a CEN-CENELEC e anche agli enti di normazione nazionali) per il miglioramento.
Tra le osservazioni del Parlamento Europeo che riassumiamo qui sotto, numerose le abbiamo già messe in atto (vd. le note), le altre saranno alla base delle nostre prossime azioni.
In generale:
- accoglie positivamente la pianificazione e prioritizzazione dei temi[1] da trattare
- invita CEN-CENELEC a tenere sempre presenti gli obiettivi politici UE
- raccomanda che le norme siano aperte, inclusive, trasparenti, di qualità e favoriscano durata, riparabilità e riciclo dei prodotti
- chiede attenzione ai settori dove la mancanza di norme fa più danno al mercato (consumatori, anziani, disabili)
- chiede più attenzione alla composizione degli organi tecnici[2].
Ottimizzare l’uso della normazione:
- sostiene l’uso del High Level Forum on Standardisation[3] che può essere utile a livello strategico
- sostiene la costituzione del Polo di eccellenza UE e la nomina della Responsabile della normazione nella CE che dovrebbero portare più coerenza nelle richieste della Commissione e chiarezza sulla corrispondenza con le norme sviluppate per evitare ritardi nella pubblicazione
- auspica un ruolo proattivo dell’HLFS e del Polo di eccellenza per identificare le reali esigenze di normazione
- raccomanda a CEN-CENELEC di dotarsi di KPI[4], in particolare legati al green deal
- supporta l’evento annuale del PE e del Consiglio sulle priorità della normazione
- sostiene l’accelerazione della produzione (anche grazie a richieste meno prescrittive) ma non a scapito di consenso, inclusività, verifica giuridica, impegnandosi a ridurre gli aspetti amministrativi
- ritiene che legislazione UE debba avere approccio tecnologico neutro che lasci le soluzioni tecniche alla normazione[5]
- chiede una migliore valutazione delle norme armonizzate e fondi per i consulenti che devono farla.
Integrità, inclusività, accessibilità:
- ritiene che un’eventuale aggiornamento del Reg. 1025/2012 dovrebbe valorizzare l’inclusione e partecipazione delle parti sociali, ambientali, consumeriste e PMI[6]
- invita CE a valutare con gli Stati Membri l’assistenza finanziaria a soggetti sociali e deboli per la loro partecipazione all’attività internazionale (ma anche nazionale ed europea)
- sollecita la partecipazione delle MPMI a livello nazionale (più facile e con pochi costi) e gli NSB ad agevolare con prezzi[7] e tecnologie[8] la partecipazione (anche indicando le norme “per le PMI”)
- accoglie con favore il peer assessment[9].
Norme internazionali:
- ritiene essenziale il coordinamento internazionale[10] nella normazione
- collaborazione tra UE, Paesi terzi ed ESO rafforza il mercato interno e tutela i consumatori
- valuta positivamente l’adozione di norme dei consorzi quando allineate agli obiettivi strategici UE (ad es. caricatore)
- sollecita la collaborazione con la NATO per la normazione nel settore difesa[11].
Innovazioni che promuovono la tempestività delle norme:
- sottolinea che la ricerca finanziata[12] è vantaggiosa per l’elaborazione delle norme e la formazione dei ricercatori, che dovrebbero essere più coinvolti nella normazione (anche grazie al Codice europeo di buone pratiche per i ricercatori[13]).
Competenze future:
- sostiene la in/formazione di studenti[14], politici e società civile con particolare attenzione alle PMI e alle parti interessate attualmente sottorappresentate
- è favorevole al finanziamento di attività europee accessorie alla normazione così come di quelle volte all’accelerazione della produzione/revisione delle norme
- suggerisce di colmare il gap tecnologico che potrebbe ridurre ulteriormente l’accesso degli esperti alla normazione
- esorta gli stati a inserire corsi di formazione professionale nei sistemi d’istruzione e a dare ai responsabili politici una cultura della normazione sul funzionamento e l’uso della normazione.
[1] UNI ha definito le Linee Strategiche 2021-2024 e i temi prioritari 2023
[2] UNI si è dato regole per garantire la presenza equilibrata di tutte le parti interessate e la piena democraticità dei meccanismi di votazione
[3] L’Italia è ampiamente rappresentata sia nel Forum sia nei c.d. sherpa group
[4] UNI lo ha già previsto per le attività di tutte le proprie unità organizzative
[5] UNI sostiene da anni l’evoluzione della normazione da documenti prescrittivi a documenti prestazionali
[6] UNI ha una politica associativa che prevede agevolazioni economiche per la partecipazione di tutti i rappresentanti dei c.d. soggetti deboli
[7] Gli abbonamenti riducono drasticamente il costo di accesso alle norme, sia che si tratti della raccolta completa sia di sottoinsiemi tematici, ancora di più se si tratta di professionisti
[8] L’utilizzo della modalità di riunione online degli organi tecnici e il mantenimento della modalità “ibrida” hanno significativamente aumentato la partecipazione degli esperti
[9] Il peer assessment del CEN (che UNI ha sempre superato brillantemente) è una fonte preziosa di confronto e di suggerimenti di miglioramento
[10] La presenza UNI negli organi di governance e in quelli tecnici sovranazionali è una delle priorità delle Linee Strategiche 2021-2024 e ha portato alla nomina nel Consiglio ISO e alla presenza di oltre 1.100 esperti
[11] La collaborazione a livello nazionale con AIAD, Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti e UNAVIA è stretta e intensa
[12] La partecipazione ai progetti di ricerca europei finanziati è una delle priorità delle Linee Strategiche 2021-2024: attualmente siamo partner di 11 progetti
[13] UNI ha partecipato alla redazione del Codice
[14] La collaborazione con le università – anche grazie all’accordo con CRUI – è una delle priorità delle Linee Strategiche 2021-2024
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