Articoli | 9 Ottobre 2025

Trenchless technology: la parola alla UNI/PdR 175

La prassi rappresenta un documento fondamentale sviluppato da IATT e UNINDUSTRIA che approfondisce la tematica delle tecnologie di risanamento non distruttivo NO-DIG.

La parola a:

Gianluca Paro (Risanamento Fognature S.P.A.)

Project Leader UNI/PdR 175

La UNI/PdR 175 “Metodologie e sistemi per il rinnovamento, la connessione e la manutenzione delle tubazioni di scarico a gravità (max. 0,5 bar) con tecnologie CIPP (Cured In Place Pipe)” definisce le metodologie di risanamento non distruttivo di condotte mediante metodologia C.I.P.P. (cured in place pipe) ovvero mediante polimerizzazione in loco di tubolari plastici compositi.

Sviluppato con IATT (Italian Association for Trenchless Technology) e UNINDUSTRIA – Unione degli Industriali e delle Imprese di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, il documento affronta il tema delle tecniche di risanamento NO-DIG.

Questa tecnologia trova applicazione in infrastrutture quali: acque di scarico di fognatura civile (nere, miste e bianche), fognature industriali, condotte e canalizzazioni, impianti di depurazione di qualsiasi profilo quali ad esempio sezioni circolari, ovoidali, policentriche, rettangolari con funzionamento a gravità (pressione massima di collaudo 0,5 bar secondo la UNI EN 1610).

Il range di applicazione indicativo della tecnologia comprende diametri da 100 a 2000 mm e lunghezze fino a 350 m.

La storia di questo importante documento vide gli albori nel lontano 2015 quando in IATT un gruppo di lavoro nell’ambito delle commissioni tecniche permanenti elaborò un documento di 15 pagine denominato “Disciplinare CIPP aria – acqua” con lo scopo di fornire un vademecum sintetico contenente delle semplici indicazioni e regole tecniche che potessero aiutare a capire i concetti alla base di questa tecnologia di risanamento.

Il documento in questione venne perfezionato e finalizzato nel 2016 e una volta pubblicato nel sito IATT con possibilità di download gratuito, fu utilizzato migliaia di volte da tecnici del settore e inserito in svariati capitolati d’appalto a descrivere il corretto utilizzo della tecnologia in questione.

Da qui la proposta di convertirlo in Prassi di Riferimento in virtù della forte e duratura collaborazione tra IATT e UNI, dopo un’attenta revisione nei contenuti tecnici, normativi e formali.

Le tecniche di risanamento NO-DIG raccolte sotto la denominazione C.I.P.P, rappresentano una metodica di rinnovamento e/o risanamento non distruttivo.

La prassi descrive la tecnologia che utilizza come materiale di base un tubo composito semilavorato da inserire nel tubo ospite, detto Liner, eventualmente rivestito con una membrana plastica e costituito da un substrato e/o materiale di rinforzo che viene impregnato con una resina termoindurente. Lo stesso viene poi completato in opera mediante polimerizzazione ad acqua, aria-vapore e/o raggi uv.

Il Liner viene inserito, tramite pressione d’acqua o aria (processo di inversione), oppure trainato con l’ausilio di un argano.

Una prima parte della Prassi è dedicata alla scelta dei materiali da utilizzare per il risanamento, siano essi i materiali di supporto (quali tessuti non tessuti di fibre poliestere o compositi in fibra di vetro), sia le resine necessarie per rendere il prodotto un tubo plastico a tutti gli effetti.

La scelta del supporto e della resina è infatti oggi più che mai ampiamente variegata e il mercato offre una gamma di combinazioni di prodotto che permettono a questo sistema di risanamento di adattarsi alle situazioni più diversificate nonché al tipo di fluido da trasportare: acque di scarico, acque acide industriali, fluidi in temperatura, ecc.

Nel documento si descrivono quindi i materiali, i processi, le modalità di indurimento con polimerizzazione della resina mediante calore o foto-attivazione permettendo di ottenere così un completo rinnovamento della condotta esistente, con migliorie dal punto di vista idraulico e statico.

Sono altresì descritte anche le procedure e le attività di supporto necessarie quali le attività di progettazione del Liner, la video-ispezione pre e post-intervento. Inoltre, vengono descritti i processi di connessione e di manutenzione nel tempo delle condotte.

Un importante sezione è riservata alle modalità di progettazione del risanamento CIPP ovvero del dimensionamento dello spessore del Liner stesso, che deve sottostare a calcoli statici e dinamici ben precisi, seguendo le normative indicate nella Prassi nonché a dei controlli finali di accettazione e collaudo rigorosi e ben dettagliati.

Solo così si può raggiungere l’obbiettivo cardine del risanamento che è quello di dare nuova vita alla vecchia tubazione con una durabilità attesa di minimo 50 anni.

In questo modo il sistema CIPP entra a pieno titolo nei sistemi sostenibili e a basso impatto ambientale in quanto predilige il riuso delle infrastrutture esistenti piuttosto che la loro sostituzione, con netto risparmio di CO2, di produzione di rifiuti e di emissioni in atmosfera, nonché sfruttando tempi di realizzazione rapidi con minimizzazione dei disagi sociali indotti che questi cantieri altrimenti inevitabilmente apporterebbero alla cittadinanza.

Personalmente, come partecipante alle commissioni prima e come responsabile dopo, ho potuto seguire dal 2015 l’iter di questo documento, dalla sua forma embrionale alla sua maturità rappresentata dalla nuova UNI/PdR 175 che con orgoglio e soddisfazione invito i lettori a scaricare dal sito UNI perché rappresenta sicuramente un valido aiuto sia per i neofiti dei sistemi CIPP, sia per gli esperti del settore.

 

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