Notizie | 8 Settembre 2026

Dieci progetti in inchiesta pubblica preliminare – 18 e 19 settembre 2026

Sono 10 i progetti di norma sottoposti in questi giorni (fino al 18 e al 19 settembre) all’inchiesta pubblica preliminare. Gli argomenti trattati riguardano: tecnologie abilitanti per la digitalizzazione e la sostenibilità digitale, profili di ruolo professionale per l’ICT, emergenze di sanità pubblica, sviluppo sostenibile delle città e delle comunità, buone pratiche delle “città intelligenti”, apparecchi di sollevamento ed emissioni gas effetto serra.

Sono 10 i progetti di norma sottoposti in questi giorni a inchiesta pubblica preliminare. Questi i temi al centro dei lavori delle commissioni tecniche.

Con scadenza 18 settembre troviamo quattro progetti tutti proposti dall’ente federato UNI/CT 500 – UNINFO – Tecnologie Informatiche e loro applicazioni.

Vediamoli qui in dettaglio. Il primo, UNI1617501, definisce le regole operative e i criteri applicativi per l’inquadramento degli investimenti in beni immateriali riconducibili al paradigma 4.0. I principali aspetti affrontati dal documento sono i seguenti: soddisfacimento del requisito di interconnessione per il software; qualificazione delle modalità di licensing del software tra licenze perpetue, modelli in abbonamento (subscription), servizi SaaS e soluzioni equivalenti; distinzione tra investimenti in conto capitale e costi operativi ai fini della corretta imputazione ai regimi agevolativi; imputazione delle spese accessorie direttamente riferibili al software, quali attività di consulenza per la ricerca e l’integrazione della soluzione, test, collaudo, addestramento e messa in funzione; imputazione delle spese relative ad attività di sviluppo, sia interne sia affidate a soggetti esterni; individuazione del momento di effettuazione dell’investimento ai fini della corretta applicazione del regime agevolativo.

Il secondo, UNI1617502, definisce linee guida metodologiche omogenee per la corretta classificazione dei beni materiali e immateriali nell’ambito del Paradigma 4.0, in continuità logica e di metodo con l’orientamento consolidato dalla Circolare n. 4/E del 30 marzo 2017 dell’Agenzia delle Entrate. L’obiettivo primario è fornire alle imprese e ai professionisti un solido riferimento interpretativo per l’applicazione dei nuovi Allegati IV e V introdotti dalla Legge n. 199/2025. Il documento supporta gli operatori nella corretta gestione degli investimenti, garantendo un armonioso raccordo tra le specifiche tecniche di fabbrica e i vincoli imposti dalla disciplina agevolativa vigente.

Il terzo, UNI1617504, è un rapporto tecnico che definisce le modalità operative per la verifica da remoto delle caratteristiche tecniche per l’accertamento della conformità ai requisiti previsti per l’accesso ai benefici fiscali, inclusi iperammortamento e credito d’imposta, relativamente a specifiche categorie di investimenti.

Il quarto, UNI1617609, definisce i profili di ruolo professionale di terza generazione relativi alle attività svolte nel settore “Industria-Impresa-Transizione/Transizione 4.0” utilizzando i principi definiti nella UNI 11621-1. Sostituisce la UNI 11621-7:2024.

Passiamo ad altri sei progetti che hanno scadenza 19 settembre.

Iniziamo con la commissione UNI/CT 058 – Città, comunità e infrastrutture sostenibili che volge il suo interesse verso quattro progetti. Eccoli qui di seguito. Il primo, UNI1617247, fornisce alle autorità delle comunità indicazioni su come utilizzare le tecnologie intelligenti e modalità operative innovative per migliorare la capacità di anticipare, gestire e mitigare le emergenze di sanità pubblica (PHE), anche attraverso comunicazioni trasparenti, interattive e centrate sui cittadini. A tal fine, il documento illustra come i principi e le buone pratiche relativi ai modelli operativi delle città intelligenti, raccomandati nella ISO 37106, possano contribuire a migliorare i risultati della gestione delle emergenze di sanità pubblica (PHEM) in tutte le fasi del processo di comando e controllo per la gestione delle emergenze e la risposta agli incidenti descritto nella ISO 22320. Il documento definisce raccomandazioni per le autorità delle comunità e fornisce strumenti utilizzabili per valutare il livello di maturità dei sistemi comunitari per la gestione intelligente delle emergenze di sanità pubblica. Adotta la ISO 37113:2024.

Il secondo, UNI1617248, fornisce: un quadro di riferimento per la valutazione dei set di dati e dei metodi di elaborazione dei dati che generano e utilizzano informazioni per la gestione urbana derivanti da statistiche, obiettivi, indicatori e traguardi di lungo periodo per lo sviluppo sostenibile delle città e delle comunità; numerose combinazioni di fonti di dati e metodi di elaborazione dei dati, al fine di agevolare la creazione e il mantenimento delle informazioni per la gestione urbana e preparare le città e le comunità alla valorizzazione dei big data; approcci per valutare i dati necessari alla generazione di informazioni gestionali all’interno di un’organizzazione e per classificarli in diverse categorie, al fine di consentirne la revisione e l’aggiornamento periodici nel tempo. Adotta la ISO 37114:2025.

Il terzo, UNI1617249, individua casi di studio rappresentativi di buone pratiche relative alle risposte delle città intelligenti alla pandemia di COVID-19 mediante l’impiego di tecnologie intelligenti, dati, processi decisionali basati sui dati e modalità operative innovative. In particolare, il documento mira a dimostrare come i principi relativi ai modelli operativi delle città intelligenti, raccomandati nella ISO 37106, possano contribuire a migliorare i risultati della gestione delle emergenze di sanità pubblica (PHEM) in tutte le fasi del processo di comando e controllo per la gestione delle emergenze e la risposta agli incidenti definito nella ISO 22320. Il documento è destinato a costituire un riferimento per la ISO 37113, che definisce un quadro di buone pratiche utilizzabile per la risposta a future emergenze di sanità pubblica. Adotta la ISO/TR 37112:2024.

Il quarto, UNI1617250, fornisce casi d’uso relativi alle pratiche adottate da città e comunità a livello globale, comprese politiche, tecniche e strumenti di supporto, nonché approcci gestionali finalizzati alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) nelle città e nelle comunità, quale passaggio fondamentale verso la realizzazione di città a emissioni nette di carbonio pari a zero in risposta ai cambiamenti climatici e agli obiettivi globali di neutralità carbonica. Il documento tiene conto della varietà dei contesti applicativi, incluse le condizioni climatiche, la scala territoriale, le risorse disponibili e le strutture economiche che caratterizzano tali pratiche. È coerente con le finalità e le tematiche di sostenibilità definite nella ISO 37101 pertinenti alle emissioni di gas a effetto serra (GHG). Adotta la ISO/TR 37115-1:2026.

Passiamo alla commissione UNI/CT 005 – Apparecchi di sollevamento e relativi accessori e al progetto UNI1617703. Questo documento specifica i requisiti per i dispositivi destinati a limitare o indicare i carichi, i movimenti, le prestazioni e le condizioni ambientali dei carriponte e delle gru a portale. I requisiti generali relativi ai dispositivi di limitazione e di indicazione per gli apparecchi di sollevamento sono riportati nella ISO 10245-1. Adotta la ISO 10245-5:2026.

Concludiamo con l’ente federato UNI/CT 200 – CTI – Comitato Termotecnico Italiano e il progetto UNI1617704. Il documento specifica i requisiti e fornisce indicazioni che consentono a un’organizzazione di ridurre le proprie emissioni di gas a effetto serra (GHG) connesse all’energia (ERGE – energy-related GHG emissions). È applicabile: a qualsiasi organizzazione, indipendentemente dal tipo, dalle dimensioni, dalla complessità, dall’ubicazione geografica, dalla cultura organizzativa o dai prodotti e servizi forniti; alle emissioni di Scope 1 e Scope 2 legate all’energia, indipendentemente dalla quantità, dall’uso o dai tipi di energia consumata. Adotta la ISO 50100:2026.

 

L’inchiesta pubblica preliminare è un passaggio fondamentale del processo normativo perché aiuta a capire se:

  • il mercato ha bisogno di queste norme;
  • ci sono altri bisogni da soddisfare;
  • ti interessa partecipare.

Lo sviluppo di uno standard deve avere luogo solo di fronte a un reale beneficio.

Per questo il tuo parere è importante: aspettiamo i tuoi commenti (>> vai alla banca dati).

Scopri come partecipare alle attività di normazione (>> vai alla sezione Associazione).

Data di scadenza dell’inchiesta pubblica preliminare: 18 e 19 settembre 2026.

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