Notizie | 1 Settembre 2026
Direttiva “Greenwashing”, tra tutela dei consumatori e promozione della sostenibilità
Recepito in Italia dal Dlgs 30/2026, il provvedimento entra ufficialmente in vigore il prossimo 27 settembre.
A fine mese – il 27 settembre – entrerà ufficialmente in vigore la tanto attesa Direttiva (UE) 2024/825, meglio conosciuta come “Direttiva Greenwashing” o “Direttiva Empowering Consumers”, in forma filologicamente più corretta.
Nel dettaglio, il provvedimento legislativo – che di fatto modifica le precedenti direttive 2005/29/CE e 2011/83/UE – riguarda “la responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell’informazione“.
Un intervento in questo ambito, da tempo considerato fondamentale affinché i consumatori possano prendere decisioni di acquisto informate e contribuire in tal modo a modelli di consumo realmente sostenibili, si è reso necessario per rispondere a un fenomeno diffuso di pratiche commerciali sleali legate alla diffusione di informazioni opache, poco pertinenti e non affidabili.
In particolare la Direttiva europea è infatti volta a contrastare le asserzioni ambientali ingannevoli (appunto il cosiddetto “greenwashing“), le informazioni altrettanto ingannevoli sulle caratteristiche sociali dei prodotti o delle imprese o i marchi di sostenibilità non trasparenti e non credibili, oltre che le pratiche associate all’obsolescenza precoce dei beni.
In tal senso, determinare le condizioni affinché le asserzioni ambientali siano eque, comprensibili e affidabili consente da un lato agli operatori economici di operare su un piano di effettiva parità sul mercato e dall’altro ai consumatori di scegliere prodotti che siano effettivamente migliori per l’ambiente rispetto a prodotti concorrenti: quindi prendere decisioni di acquisto consapevoli e contribuire alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
La Direttiva, che pertanto riguarda la comunicazione aziendale come risultato coerente di processi produttivi e organizzativi trasparenti ed affidabili, affronta alcuni temi che hanno un riverbero diretto sulle attività di normazione in corso.
Tra questi uno dei più rilevanti è quello dell’etichetta armonizzata, che la Direttiva prevede debba essere esposta in modo visibile e utilizzata in modo da permettere ai consumatori di identificare facilmente il prodotto che beneficia di una garanzia commerciale di durabilità offerta dal produttore. A questo proposito è bene ricordare che marchi e affermazioni di sostenibilità ambientale o sociale possono essere utilizzati esclusivamente se basati su schemi di certificazione riconosciuti da enti pubblici o adottati con decreto ministeriale, o se inseriti in un apposito registro nazionale dei marchi ambientali, escludendo dunque marchi o loghi autoprodotti dalle aziende e non verificati. Un richiamo all’importanza del ricorso alla certificazione accreditata da parte degli operatori economici che vogliono che il marchio soddisfi le condizioni minime di trasparenza e credibilità.
Il tema della durabilità, insieme a quelli di riparabilità e riciclabilità richiamati esplicitamente dalla Direttiva, rimandano ovviamente al concetto di circolarità, che è uno dei capisaldi delle politiche europee di sostenibilità intesa in senso ampio – ossia nelle sue tre dimensioni ambientale, sociale e di governance – ed è uno dei fronti sui quali la normazione nazionale e internazionale è da tempo maggiormente attiva. A questo proposito è utile ricordare la UNI/TS 11820, pubblicata in una sua prima edizione nel 2022 e poi aggiornata nel 2024, che definisce un metodo di valutazione della circolarità attraverso un set di indicatori atti a valutare, attraverso un punteggio finale, il livello effettivo di circolarità di una organizzazione o gruppo di organizzazioni.
Fornire informazioni sulla sostenibilità che siano chiare, circostanziate, veritiere e verificabili (cioè basate su dati oggettivi) è uno degli obblighi che le imprese sono dunque, ora più che mai, chiamate a soddisfare.
Tag articolo:
Notizie correlate
Ambiente, sostenibilità ed economia circolare
Sostenibilità digitale: la UNI/PdR 147 disponibile anche in inglese
Il documento è liberamente scaricabile da UNIstore.
1 Settembre 2026
Ambiente, sostenibilità ed economia circolare
Simbiosi industriale per città e comunità sostenibili: a Milano l’evento di United Circles
Tre giornate di incontri e un evento aperto agli esterni per parlare di sostenibilità e città del futuro.
28 Luglio 2026
Ambiente, sostenibilità ed economia circolare
L’evoluzione della raccolta dei rifiuti
Il ruolo della meccatronica e la UNI 12008: ne parliamo con Giovanni Bragadina.
22 Luglio 2026
Ambiente, sostenibilità ed economia circolare
Beni di consumo e materiali
Filiera del cashmere: benessere animale e tracciabilità
Pubblicata la UNI ISO 22786. La norma introduce requisiti per la produzione e la preparazione della fibra di cashmere. Vediamo tutti i dettagli nell’articolo.
21 Luglio 2026
Ambiente, sostenibilità ed economia circolare
Edilizia e costruzioni
Ripensare la città
Questo il tema al centro del nuovo numero di STANDARD.
16 Luglio 2026
Ambiente, sostenibilità ed economia circolare
Automotive sostenibile: al via il progetto europeo AutoCE
A Delft il kick-off meeting del progetto europeo per la trasformazione circolare dell’industria automotive.
15 Luglio 2026
Ambiente, sostenibilità ed economia circolare
Edilizia e costruzioni
UNI/PdR 198 per i sistemi di rinnovamento di tubi in pressione per acqua potabile
Un'applicazione d’intervento d’avanguardia entra nel catalogo UNIstore.
15 Luglio 2026
Ambiente, sostenibilità ed economia circolare
Edilizia e costruzioni
Soluzioni trenchless: una nuova prassi di riferimento per la gestione dei fanghi bentonitici
Un nuovo documento pre-normativo si aggiunge al catalogo UNI.
13 Luglio 2026