Notizie | 18 Giugno 2026
Gli standard scendono in campo
Dalle tribune fino alle reti: le norme e i Mondiali di calcio.
Le scarpe sono ben allacciate, il prato è pronto, il pallone è al centro e l’arbitro sta per fischiare l’inizio della partita. Scendono in campo le delegazioni nazionali e assieme a loro anche molti standard. Infatti, pure durante la Coppa del Mondo di calcio – in corso in questi giorni – la normazione è ben presente (anche se non appariscente).
Il campo, la porta, il pallone
Gli standard entrano in gioco ben prima del calcio di inizio, gli standard sono in campo ben prima del calcio d’inizio. Un campo a norma rispetta la UNI EN 12233 che fornisce le indicazioni per mantenere le superfici sportive in buono stato e idonee al gioco, offrendo così a chi scende in campo un ambiente affidabile dal primo all’ultimo minuto. A completare il quadro troviamo le porte, descritte nella loro interezza dalla UNI EN 748 che determina gli aspetti della progettazione, le dimensioni, ma anche la resistenza e la stabilità, in modo che siano sicure e uniformi in tutti gli impianti.
E visto che la funzione della porta è quella di accogliere il goal, anche il rimbalzo del pallone sottostà a uno standard. Si tratta della UNI EN 12235 che determina il comportamento verticale del pallone e definisce la misurazione del movimento di rimbalzo del pallone.
Le protezioni, l’abbigliamento
Ogni squadra indossa i propri colori, ma tutte le maglie hanno in comune qualcosa: la UNI EN 17534. Si tratta dello standard che stabilisce come i tessuti regolano la temperatura, l’umidità e la sudorazione. Chi gioca, in qualsiasi ruolo, indossa anche i parastinchi, che possiamo considerare come dei DPI. La loro ergonomia – che permette ai calciatori di essere protetti senza compromettere il comfort o la libertà di movimento – viene definita all’interno della UNI EN 13016. Sempre considerando i dispositivi di protezione, il numero 1 indossa anche la UNI EN 16027 che identifica i guanti con effetto di protezione proprio per chi gioca in porta.
Rimanendo nel campo degli indumenti, anche le scarpe da calcio sono state materia di normazione. Basti pensare alla UNI EN 12081 – che riguarda i materiali per le calzature, contribuendo a garantire durata, resistenza al sudore e prestazioni affidabili in condizioni di gioco impegnative – oppure alla UNI EN 13073 che disciplina l’impermeabilità delle scarpe o ancora alla UNI EN ISO 22774 che specifica i metodi di prova per la durata dei lacci.
Fuori dal campo
Ma le norme vanno oltre il campo e chi effettivamente gioca e tutelano anche la trasparenza del match.
Su questo fonte la UNI EN 17444 contribuisce alla competizione pulita, cercando di prevenire i rischi di doping e stabilendo requisiti per garantire che gli alimenti e gli integratori alimentari destinati agli sportivi non contengano sostanze proibite. Invece, in caso di infortuni, le barelle usate sono normate dalla UNI EN 1865-1 che stabilisce i requisiti per la progettazione, contribuendo a garantire la sicurezza dei pazienti e riducendo lo sforzo fisico richiesto al personale per trasportare i giocatori infortunati fuori dal campo. Perché anche in caso di infortuni, gli standard tutelano tutte le parti coinvolte.
Uscendo dal campo, ma rimanendo sempre dentro all’impianto sportivo, la serie di norme UNI EN 13200 definisce i requisiti europei per la progettazione, costruzione e gestione in sicurezza degli stadi, palazzetti e arene.
Un altro aspetto degli stadi ampiamente analizzato dalla normazione è l’illuminazione. Lo standard UNI EN 12193 ad esempio disciplina l’illuminazione per eventi sportivi al chiuso e all’aperto, contribuendo a garantire un’illuminazione adeguata e la qualità del colore sia per chi è in campo sia per chi siede sugli spalti.
Che tu sia in campo, sugli spalti oppure guardi la partita in televisione, la normazione contribuisce a garantire la sicurezza e la qualità dello spettacolo.
E allora: buon divertimento.
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