Notizie | 30 Giugno 2025
Le sfide dell’avvocatura e il ruolo della normazione
Si è svolta lo scorso 27 giugno la manifestazione “Milano Law & Run 2025” promossa da Cassa Forense e dal Consiglio Nazionale Forense. E anche UNI era presente.
Il caldo non ha scoraggiato i professionisti del settore forense, che venerdì 27 giugno si sono raccolti negli spazi, inaugurati in anteprima assoluta, del nuovo Villaggio Olimpico, presso lo Scalo Porta Romana. A pochi passi dall’UNI. Una vicinanza che non è solo fisica ma anche ideale.
L’evento Milano Law & Run, a cui hanno partecipato le istituzioni regionali e comunali nonché rappresentanti dell’Ordine degli Avvocati di Milano, è stata prima di tutto un’occasione per fare il punto sul presente e il futuro di una professione che ha numeri importanti e sfide significative da affrontare: si pensi (dati tratti dal recente Rapporto sull’Avvocatura) che a livello nazionale nel 2024 la media di avvocati/e è di quattro ogni mille abitanti (un dato ragguardevole, anche se negli ultimi due anni i numeri sono in lieve flessione). Una professione in ottima salute, anche se si registrano ancora significative differenze di genere (p.es. il reddito medio degli uomini è di 62.456 euro mentre quello delle donne è di 31.115 euro).
Insomma, una panorama professionale molto articolato con grandi margini di sviluppo.

Nel quadro di convegni e tavole rotonde, e con uno spazio dedicato al benessere e alla cura di sé (numerosi i padiglioni del “Villaggio della Salute” allestito per l’occasione), si è parlato di temi di grande attualità, tra cui ovviamente l’Intelligenza Artificiale, ma anche di normazione tecnica.
La UNI 11871, pubblicata nel 2022, è infatti la prima norma tecnica in Italia e in Europa sull’organizzazione e la gestione degli studi professionali di avvocati e dottori commercialisti. Si tratta di un primato che l’avvocato Emanuele Montemarano – rappresentate di ASLA (Associazione Studi Legali Associati) in UNI nonché esperto della norma – ha voluto sottolineare con soddisfazione, unitamente a un dato interessante: ad oggi sono più di venti gli studi legali già certificati in conformità alla norma tecnica da dieci organismi di certificazione accreditati da ACCREDIA.
Ciò conferma come lo standard, che individua i principi e i criteri per la gestione in forma organizzata degli Studi professionali, indipendentemente dalle loro dimensioni, possa essere uno strumento strategico fondamentale per la solidità dello studio nonché per l’acquisizione dei mandati. La certificazione, come è stato detto, dà infatti senza dubbio un rating in più sul mercato e fornisce un concreto supporto alla professione, con particolare riferimento alla gestione dei rischi, che è come noto una delle colonne portanti dei sistemi di gestione per la qualità ma che, con la UNI 11871, è stata specificamente declinata per la professione legale. E che, con la Prassi di Riferimento UNI/PdR 146:2023, fornisce un ulteriore supporto a chi opera nel settore, fornendo gli indirizzi operativi per la certificazione di conformità (che prevede il rilascio del marchio congiunto ASLA-UNI11871).
E quanto questa norma sia considerata come uno strumento determinante per una efficace gestione degli studi professionali lo dimostrano i due recenti bandi a supporto della certificazione promossi proprio da Cassa Forense.
Per un quadro completo, è possibile consultare la nostra pagina web dedicata in cui, oltre ai bandi, è esposto il ricco calendario di corsi di formazione che UNITRAIN mette a disposizione del mondo dell’avvocatura.
Ed è stato Stefano Sibilio, Vice Direttore Generale UNI Processi e Regolazione, a ricordare il ruolo delle norme tecniche (sono ad oggi oltre 23mila), che possono riguardare sì la gestione degli studi professionali, ma che abbracciano ogni aspetto della nostra vita. Molte, ad esempio, forniscono requisiti di qualità e sicurezza nel mondo dello sport (la prima norma in questo ambito è del 1964 e riguarda una disciplina che ha visto il nostro Paese grande protagonista negli scorsi decenni con un campione come Jury Chechi: gli anelli). Un focus doveroso per due motivi: innanzitutto per rendere il giusto omaggio alla location dell’evento – il nuovo Villaggio Olimpico – che sarà protagonista nel 2026 con le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina. E in secondo luogo per dare il giusto sprint ai coraggiosi che hanno concluso questo evento – fortemente voluto dall’avvocato Claudio Acampora di Cassa Forense e dal Consiglio Nazionale Forense – con una corsa di 10 Km fino all’abbazia di Chiaravalle.
Una sfida impegnativa a cui tuttavia pochi hanno voluto rinunciare.
Senza dubbio un segnale di salute per la professione forense… e anche per la normazione.
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