Notizie | 23 Luglio 2025

Valorizzare la multidisciplinarietà, coinvolgere il mercato, diffondere la cultura della normazione

In un’intervista al Presidente Marco Spinetto, le linee di sviluppo dell’Ente.

UNI e LAPET (Associazione Nazionale Tributaristi) condividono da anni un percorso volto alla qualificazione delle professioni non ordinistiche.
Una condivisione che nasce dalla comune consapevolezza che la normazione tecnica, e quindi la certificazione di conformità accreditata, sia un indispensabile valore aggiunto per il mercato e per la società.
Marco Spinetto, Presidente UNILa recente intervista al nostro Presidente Marco Spinetto, pubblicata sul canale Facebook di LAPET per la rubrica “Professioni Oggi“, è da un lato una preziosa testimonianza della solidità di questo rapporto e dall’altro offre l’occasione per delineare alcuni punti focali sui quali la nuova consiliatura UNI, scaturita dall’Assemblea Ordinaria dei Soci dello scorso aprile, sarà impegnata per il prossimo quadriennio (2025-2028).

In un dialogo serrato con il Presidente di LAPET Roberto Falcone, Spinetto ha esordito tracciando un quadro degli obiettivi principali del suo mandato. Partendo da un presupposto che rappresenta insieme la sfida e l’ambizione dell’Ente: UNI mette a fattor comune le migliori energie di una filiera complessa che va dal mondo dell’industria a quello delle professioni e della Pubblica Amministrazione. Insomma, “mette insieme in maniera trasversale e multidisciplinare delle competenze” che sono il grande valore aggiunto che le persone condividono per sviluppare le attività di normazione. Il primo obiettivo è quindi quello di “far crescere ancora di più questa multidisciplinarietà” per rispondere in maniera efficace e tempestiva alle esigenze della società. Un impegno che significa anche costruire un sistema in grado di ascoltare le esigenze e gli interessi che vengono dal mercato, in una attenta opera di bilanciamento, senza dimenticare quella che è una caratteristica peculiare del nostro Paese in cui “il tessuto produttivo è composto per ben il 95% da piccole aziende”.
La revisione delle linee strategiche, coerenti e funzionali al contesto in cui UNI opera e ai fattori innovativi che si affacciano sempre più prepotentemente, è quindi il primo passaggio che è già stato avviato.
Indubbiamente tra i fattori innovativi rientrano anche le sollecitazioni che vengono dalla Commissione europea di rendere le norme sempre più disponibili in modo trasparente: uno stimolo a “sviluppare anche nuovi modelli di business e a rivedere i meccanismi con cui UNI si rapporta al mercato”.

Un altro punto rilevante è quello di far crescere il peso di UNI a livello tanto nazionale quanto internazionale, così come valorizzare – proprio attraverso gli strumenti della normazione tecnica volontaria – le numerose best practice che il nostro Paese sviluppa e che devono poter approdare, attraverso un processo che deve essere più veloce e vicino al mercato, a livello europeo e mondiale .

Altro aspetto rilevante toccato dal Presidente Spinetto nel corso dell’intervista, è la necessità di avvicinare le istituzioni e le Pubbliche Amministrazioni agli standard, premiando chi li usa e facilitando gli adempimenti obbligatori.
In un quadro generale che vede sempre più la normazione come elemento propulsivo per la crescita di imprese e professionisti, il tema della conoscenza e della diffusione di un’autentica cultura della normazione si conferma senza dubbio cruciale. Le norme sono un agile strumento di sviluppo e per sfruttarne appieno le potenzialità si pone il tema che Spinetto ha definito dell’ingaggio. Oltre che diffonderne la conoscenza e l’uso, vi è infatti la necessità di “ingaggiare” il mercato per così dire a monte, per ricavare da esso quelle expertise fondamentali alla elaborazione di standard realmente utili ed efficaci.

Ovviamente un capitolo specifico è stato dedicato al tema delle norme per le professioni. Dall’entrata in vigore della Legge 4/2013 (“Disposizioni in materia di professioni non organizzate”) è stata fatta una lunga strada, testimoniata anche da LAPET che ora annovera tra i suoi iscritti ben il 60% di professionisti certificati. Un numero significativo che il Presidente dell’Associazione Roberto Falcone rivendica con orgoglio e che al contempo vede solo come un passaggio verso l’obiettivo auspicato, ossia quello di una totale adesione dei professionisti al percorso di certificazione.
Nell’ambito della qualificazione professionale si è assistito a una virtuosa affermazione di quel principio di sinergia tra legislazione e normazione tecnica che può essere veramente un valore aggiunto. E anche su questo versante il Presidente Marco Spinetto ha voluto sottolineare, oltre ai risultati raggiunti, anche l’importanza delle sfide che ci attendono, evidenziando come a fronte di un oggettivo aumento delle specializzazioni e quindi delle professioni (si pensi alle professioni della sostenibilità o dell’economia circolare) sia opportuno “sviluppare adeguate norme di riferimento, senza burocratizzare troppo il sistema”, accompagnandole ad una altrettanto opportuna opera di “diffusione della conoscenza dei nuovi standard in modo che il pubblico sia in grado di riconoscerne il valore” e renderne di conseguenza premiante l’applicazione volontaria.

Infine uno sguardo di prospettiva. L’apporto normativo dell’Italia ai tavoli internazionali, in termini di competenze e professionalità, è straordinario. Questo va valorizzato e difeso, anche attraverso un adeguato “ricambio generazionale” che deve investire il mondo delle imprese e di conseguenza il sistema UNI, garantendo un futuro di successo alla normazione.

Per il prossimo quadriennio un “menu” decisamente ricco, come detto da Michele Damiani che ha condotto l’intervista, disponibile qui.

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