Notizie | 24 Febbraio 2025
Valutazione del ciclo di vita… sociale e di un’organizzazione
Adottate in ambito nazionale le norme ISO 14072 e ISO 14075.
Parlare di sostenibilità significa interrogarsi innanzitutto sugli impatti ambientali, sociali ed economici delle attività umane.
Significa, in altre parole, avere una prospettiva lungimirante che miri a non esaurire le risorse di cui disponiamo ma a preservarle per le generazioni future.
Sebbene sia una logica di buon senso, va riconosciuto che solo recentemente questo concetto si è fatto strada nei moderni paradigmi di sviluppo sino a diventare – ad oggi – un punto imprescindibile sia per chi opera nel settore pubblico che in quello privato.
In questa prospettiva, la valutazione del ciclo di vita – il cosiddetto Life Cycle Assessment (LCA) – assume un rilievo fondamentale, anche in considerazione del fatto che i vantaggi e le potenzialità dell’approccio al ciclo di vita vanno ben oltre la loro applicazione ai prodotti e ai servizi (ambiti in cui è stato originariamente sviluppato).
La recente pubblicazione delle norme ISO 14072 e ISO 14075 – adottate prontamente nel nostro catalogo nazionale a inizio febbraio – ne sono una testimonianza concreta.
La UNI ISO 14075:2025 (“Gestione ambientale – Principi e quadro per la valutazione del ciclo di vita sociale”) fornisce requisiti e indicazioni per gli operatori del settore industriale, governativo, universitario e delle organizzazioni non governative (ONG) per lo sviluppo e l’implementazione efficiente e credibile di pratiche per la valutazione degli impatti sociali.
Una valutazione sociale del ciclo di vita (S-LCA) può infatti aiutare a:
- valutare l’entità e la significatività dei potenziali impatti sociali di un sistema di prodotti;
- analizzare i potenziali impatti sociali attuali associati a un sistema o prevedere i potenziali impatti sociali futuri.
Questo in coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite e con la necessità di individuare e distinguere gli aspetti abilitanti e quelli inibitori (cioè dannosi) in relazione al raggiungimento di tali obiettivi.
La UNI ISO 14072:2025 (“Gestione ambientale – Valutazione del ciclo di vita – Requisiti e linee guida per la valutazione del ciclo di vita di un’organizzazione”) estende ugualmente il campo di applicazione dell’LCA alle organizzazioni. Una LCA organizzativa (OLCA – Organizational Life Cycle Assessment), in questo senso, sembra essere ancora più articolata. C’è infatti più di un ciclo di vita del prodotto da seguire, poiché la maggior parte delle organizzazioni è impegnata in diversi cicli di vita del prodotto in misura diversa e gran parte dell’impatto ambientale può risiedere al di fuori della portata di una singola organizzazione, a monte e a valle della catena del valore. Ciò significa che la UNI ISO 14072 estende l’applicazione delle norme UNI EN ISO 14040 (“Valutazione del ciclo di vita – Principi e quadro di riferimento”) e UNI EN ISO 14044 (“Valutazione del ciclo di vita – Requisiti e linee guida”) a tutte le attività dell’organizzazione, il che significa che l’unità di reporting (rendicontazione) del sistema consente di coprire diversi prodotti e processi unitari di qualsiasi organizzazione nell’ambito dello stesso studio LCA.
Le due norme vengono dunque a tracciare un quadro più completo della valutazione del ciclo di vita, facendolo sempre più aderire a realtà complesse in cui le organizzazioni operano e in cui prodotti e servizi trovano applicazione.
In entrambi i casi, questi standard risultano particolarmente rilevanti per lo sviluppo del progetto europeo Bioradar, di cui UNI è partner (Horizon Europe GA n. 101003587). Il progetto infatti mira a fornire metriche e schemi per valutare la sostenibilità e la circolarità dei sistemi industriali bio-based, con l’obiettivo di facilitarne proprio la valutazione della circolarità e degli impatti ambientali e sociali, contribuendo alla transizione verso processi più sostenibili e circolari nelle industrie bio-based.
Si tratta di un esempio emblematico di come gli standard siano uno strumento al servizio della collettività nonché un ponte efficace tra mondo della ricerca e mercato.
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