Notizie | 9 Ottobre 2026
Giornata mondiale della salute mentale: che cosa può fare la normazione?
Dati, numeri e standard a supporto.
Da oltre 30 anni il 10 ottobre è riconosciuta come la giornata mondiale della salute mentale. Sostenuta anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) questa ricorrenza è l’occasione per promuovere il benessere e la salute mentale, sensibilizzare sui disturbi mentali, contrastandone lo stigma sociale, e favorire politiche e servizi a supporto.
Il tema della salute mentale si lega a doppio filo con quello della salute e sicurezza sul lavoro. Già nel 2021 la comunità internazionale della normazione ha redatto la UNI ISO 45003 che fornisce le linee di indirizzo per la gestione dei rischi psicosociali inserendosi a pieno titolo nella serie 45000 sui sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro.
Ma che cosa si intende con rischi psicosociali?
Sono tutti quegli aspetti invisibili che derivano da una progettazione, organizzazione e gestione carenti, oltre che da un contesto sociale e lavorativo inadeguato, e possono determinare esiti psicologici, fisici e sociali negativi. Carichi di lavoro eccessivi, mancanza di chiarezza sul proprio ruolo, mancanza di supporto da parte di colleghi e colleghe o della dirigenza, ma anche molestie psicologiche e sessuali: sono solo alcuni esempi di rischi psicosociali che possono influenzare il benessere e la salute mentale di chi lavora. Alcuni esiti possono portare a stress, ansia e in casi più gravi anche stati depressivi.
Se guardiamo ai dati, il 29% dei lavoratori e lavoratrici europei ha dichiarato di soffrire di stress, depressione o ansia causati o aggravati dal lavoro e la Commissione europea stima che lo stress lavoro-correlato contribuisca a circa la metà di tutte le giornate lavorative perse nell’UE, con effetti importanti su produttività, assenteismo e costi sociali (fonte: Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro EU-OSHA).
Dall’alto lato, un ambiente equilibrato dal punto di vista psicosociale migliora le prestazioni, oltre che lo sviluppo personale e il benessere mentale e fisico di chi vi lavora. La sua promozione, inoltre, contribuisce alla prevenzione degli infortuni, delle malattie professionali e di quelle da lavoro-stress correlato (fonte: EU-OSHA).
E quindi, che cosa può fare la normazione?
L’impegno quotidiano di UNI è quello di costruire “un mondo fatto bene” e ne è un esempio l’adozione fin dalla sua pubblicazione della UNI ISO 45003 all’interno del corpus normativo italiano. Lo standard offre alle organizzazioni un supporto sistematico e integrato per la gestione dei rischi psicosociali. Inoltre, in Italia lo stress lavoro-correlato è compreso nella valutazione dei rischi prevista dal D.Lgs. 81/2008.
Nell’ottica di costruire e alimentare un ambiente di lavoro sano ed equilibrato per le sue Persone UNI mette a disposizione uno sportello di supporto psicologico e recentemente ha iniziato anche una partnership con Serenis per la nutrizione. Queste misure dimostrano non solo la mission di UNI, ma anche come viene messo a terra per le proprie Persone.
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