Notizie | 9 Luglio 2026

La normazione e le tecnologie trenchless

La tappa milanese del convegno ha messo al centro il ruolo che le soluzioni trenchless hanno nel raggiungimento di una città pienamente sostenibile.

Lo scorso 1° luglio la sede UNI è diventata la casa della normazione tecnica sulle trenchless technologies.

Organizzato assieme a IATT – che da oltre 30 anni si occupa di costruire un sistema sinergico intorno a queste soluzioni – il convegno “Norme tecniche UNI sulla tecnologia di realizzazione delle infrastrutture interrate a basso impatto ambientale” si poneva l’obiettivo di promuovere l’innovazione e la diffusione delle tecnologie no-dig sul mercato Nazionale. Per farlo ha messo dalla stessa parte del tavolo sia le imprese – che operano in diversi settori – che la Pubblica Amministrazione, rappresentata da Regione Lombardia e dal Comune di Milano.

L’intervento del Presidente IATT Paolo Trombetti ha messo in luce i vantaggi competitivi delle tecnologie no-dig, sottolineando come con un piccolo sforzo – quindi un solo intervento mirato – si possano ridurre i disagi per la cittadinanza e per la mobilità, oltre al consumo di suolo e le emissioni derivanti. Proprio per questi punti di forza, le tecnologie trenchless possono diventare parte integrante delle politiche pubbliche, soprattutto in un momento storico che mette sempre più al centro la sostenibilità – non solo ambientale – e deve fare i conti con la modernizzazione delle infrastrutture, rendendole resilienti. In questo frangente, il nuovo corpus normativo rappresenta uno strumento necessario per compiere un ulteriore passo avanti, verso un nuovo modello di intervento per le infrastrutture sotterranee.

Le norme a cui si fa riferimento all’interno di questo ciclo di seminari – il prossimo è in programma giovedì 16 luglio a Napoli – sono la UNI 11990-1, UNI 11990-2 e UNI 11990-3, a cui ha lavorato il GL 04 “Tecnologie trenchless” – che opera all’interno della UNI/CT 058. Va evidenziato il fatto che queste tre norme sono la naturale evoluzione in standard di precedenti prassi di riferimento (qui un approfondimento).

In questo frangente tecnologico l’Italia non solo ricopre una posizione da leader nel mercato europeo, ma vanta anche il primato continentale per quanto riguarda la stesura di documenti normativi e pre-normativi sulle soluzioni no-dig.

Durante il convegno è intervenuta anche Elena Mocchio, Responsabile Innovazione e Standardizzazione di UNI, che ha sottolineato l’alto valore tecnologico e innovativo delle soluzioni trenchless e di come queste possano essere il mezzo per il raggiungimento di alcuni degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030. Basti pensare all’Obiettivo 9 che punta alla realizzazione di infrastrutture e imprese innovative o all’Obiettivo 11 che riguarda la concretizzazione di città e comunità sostenibili. Si possono includere anche l’Obiettivo 12 che punta a un consumo e una produzione responsabili oppure all’Obiettivo 13 che mette al centro la lotta al cambiamento climatico. Ma il valore generato dalle soluzioni no-dig riguarda anche le nuove competenze e figure professionali e anche qui UNI e gli strumenti normativi tornano ad avere rilievo.

Ma se da un lato, a livello tecnico e normativo le soluzioni no-dig dettano un cambio di paradigma progettuale e interventistico, diventando opzioni prioritarie, dall’altro troviamo il punto di vista della Pubblica Amministrazione.

Dalle varie testimonianze, emerge la necessità di citare le norme tecniche in questione anche nelle gare d’appalto, come requisito premiante per chi realizzare le opere pubbliche. Ha concluso il convegno Giorgio Maione, assessore all’Ambiente e al Clima di Regione Lombardia, che ha messo in luce la volontà chiara di introdurre anche all’interno dei lavori di pubblica utilità le soluzioni trenchless, oltre a quella di poter costruire ulteriormente un dialogo fra il territorio – coinvolto in prima battuta dagli interventi – e imprese locali. Allo stesso tempo le Regioni, grazie agli strumenti normativi, possono diventare anche abilitatori e semplificatori, incrementando così la competitività e l’innovazione locali. Inoltre, sempre secondo l’assessore, queste norme tecniche rappresentano un importante passo sul piano ambientale poiché mettono al centro la gestione del sottosuolo, particolarmente strategico negli ultimi anni.

Il ciclo di convegni di presentazione delle nuove norme tecniche UNI realizzate assieme a IATT prosegue e il prossimo appuntamento è in programma per giovedì 16 luglio a Napoli. Per maggiori informazioni, clicca qui.

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