Notizie | 22 Aprile 2026

Tecnologie trenchless: da prassi di riferimento a norme tecniche

Al catalogo UNIstore si aggiungono le prime norme italiane dedicate alle tecnologie no dig.

Uno degli obiettivi principali della normazione è incentivare e tutelare lo slancio innovativo delle imprese e per farlo UNI mette a disposizione le prassi di riferimento. Queste dopo 5 anni dalla loro pubblicazione possono trasformarsi in norme tecniche, se il mercato lo richiede, ed essere riconosciute applicabili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

Nel campo delle trecnhless technologies il caso della serie UNI/PdR 26 è emblematico. Frutto della collaborazione pluriennale tra UNI e IATT (Italian Association for Trenchless Technology), queste tecnologie – conosciute anche come no dig, senza scavo – permettono la posa, il risanamento o la sostituzione di condotte e cavi sotterranei con scavi a cielo aperto minimi oppure nulli. Sono ideali per gli interventi nelle aree urbane più frequentate perché, oltre a ridurre fino all’80% i materiali di scavo e quindi l’impatto ambientale, aiutano a diminuire i disagi al traffico e aumentano la sicurezza dei cantieri (-70% degli infortuni), contenendo i tempi e i costi di realizzazione, inclusi quelli energetici (-56%).

Ora le tre parti della UNI/PdR 26 sono state trasformate in norme tecniche.
Secondo UNI e IATT si tratta di una svolta decisiva per il settore perché: “standard condivisi rappresentano una garanzia di qualità negli interventi sulle infrastrutture interrate, dando maggior impulso all’impiego delle tecnologie sostenibili trenchless, più economiche e rapide”.

Le due nuove norme – UNI 11990‑2 e UNI 11990‑3 – si occupano di due applicazioni delle tecnologie trenchless. La prima riguarda la posa di tubazioni a spinta mediante perforazioni orizzontale, mentre la seconda si concentra sulla trivellazione orizzontale controllata (TOC), che costituisce uno dei sistemi di perforazione guidata. Queste due norme si affiancano alla UNI 11990-1, pubblicata lo scorso settembre, e insieme costituiscono i primi standard italiani di questo settore.

La UNI 11990-2 fornisce le raccomandazioni e i requisiti per la progettazione, costruzione e installazione di tubazioni di linea o di protezione tramite l’utilizzo di sistemi di spinta. All’interno della norma – che si rivolge a tutti i soggetti che operano nel campo delle reti di condotte interrate – vengono definiti anche i requisiti minimi e descritte le pratiche attuate per la posa in opera delle tubazioni a spinta. L’obiettivo della norma è quello di dare delle indicazioni precise sulla corretta scelta dei sistemi di posa, in funzione delle caratteristiche sia delle tubazioni da installare che di quelle ambientali e geologiche in cui si opera.

Invece la UNI 11990‑3 definisce i criteri progettuali per la posa di infrastruttura dei servizi di rete, utilizzando la trivellazione orizzontale controllata (TOC). La norma individua anche degli accorgimenti per una corretta gestione degli interventi – sia in fase preventiva che in corso d’opera e in chiusura del cantiere. La UNI11990-3 è il riferimento per tutte le fasi di esecuzione di qualsiasi progetto di trivellazione orizzontale controllata e descrive anche le azioni da attuare per la miglior definizione del progetto da realizzare e le operazioni da eseguire con questa tecnica. Vengono inoltre messi a sistema anche i criteri di sicurezza da adottare nei cantieri interessati.

Questi documenti nascono grazie al lavoro del GL 04 che opera all’interno della UNI/CT 058 “Città, Comunità ed Infrastrutture Sostenibili” e grazie all’interesse manifestato da IATT, che da molti anni collabora con UNI.

Con la pubblicazione di queste norme, l’Italia compie un passo decisivo verso la standardizzazione delle tecniche trenchless. Esiste ora un quadro di riferimento chiaro, condiviso e stabile, capace di supportare la progettazione, semplificare i rapporti tra operatori, stazioni appaltanti e pubbliche amministrazioni e favorire la qualità delle lavorazioni, promuovendo l’innovazione e rafforzando la sostenibilità complessiva degli interventi.

Per consolidare il proprio impegno nella costruzione di un sistema regolatorio affidabile, in grado di sostenere la modernizzazione delle reti dei servizi, UNI e IATT presenteranno ufficialmente queste 3 norme con un ciclo di 5 convegni che inizieranno il 13 maggio a Fano (PU) presso la sede di Techfem Spa (qui la locandinaiscrizione gratuita) per poi proseguire con ulteriori eventi a Milano, Roma, Napoli e per finire il 27 novembre a Bari presso la nuova Fiera del Levante nell’ambito di Accadueo.

 

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