Storie | 9 Giugno 2022

Ornella Cilona – Le norme e la mia storia

Intervista

Ornella Cilona

Responsabile CGIL per le Politiche per la Responsabilità Sociale d’Impresa e l’etica economica

Il mio incontro con le norme è stato inaspettato. Le avevo sempre considerate una materia un po’ astrusa – per ingegneri o informatici – non certo per sindacalisti. Quando, però, si sono rivolte alla società e all’ambiente la mia prospettiva è cambiata. Allora anche le norme possono contribuire a migliorare la qualità della vita e del lavoro, mi sono detta.

Una sala affollata, con 300 esperti: caffetani, cravatte, sari e copricapo fioriti facevano fare il giro del mondo in poche centinaia di metri quadri. All’inglese fluido dei relatori anglosassoni, dal portamento impassibile, seguivano le frasi a tratti zoppicanti, con voce spesso emozionata, di chi non era nato nel Paese di Shakespeare. Un caleidoscopio di colori e di accenti si dipanava davanti ai miei occhi e alle mie orecchie mentre cercavo di apprendere le regole e l’etichetta di un importante incontro internazionale. È questo il mio vivido ricordo della prima riunione ISO cui ho partecipato a Bahia nel febbraio 2005.

Qualche mese prima mi era stato chiesto di rappresentare la CGIL nel “neonato” Gruppo di lavoro UNI sulla responsabilità sociale delle organizzazioni, una materia innovativa della quale avevo appena iniziato a occuparmi nella Confederazione in qualità di coordinatrice nazionale. Non mi ero mai imbattuta nel mondo delle norme né sapevo molto sull’attività dell’UNI ma già da alcuni anni la mia organizzazione era socia dell’Ente, partecipando attivamente alla Commissione tecnica “Sicurezza”.

Le norme erano allora davvero una “terra incognita” per me. Dopo un percorso di studi di carattere storico economico
e alcune esperienze professionali presso rilevanti istituti di ricerca, avevo deciso di lavorare nella CGIL, ricoprendo incarichi legati alle politiche di coesione e a quelle industriali, prima di assumere la delega alla responsabilità sociale. Poco dopo la costituzione del gruppo di lavoro UNI, anche l’ISO decise di investire sul tema della sostenibilità, avviando un proprio comitato tecnico, con l’intento di pubblicare una norma internazionale al riguardo.

Gli esperti italiani per le riunioni ISO furono scelti fin dall’inizio fra i rappresentanti delle principali parti interessate che facevano parte del gruppo di lavoro, fra cui associazioni imprenditoriali, sindacati e pubblica amministrazione, anche in questo caso precorrendo i tempi. Non era, infatti, comune in quegli anni che un ente di normazione scegliesse i delegati a una riunione internazionale tenendo conto della varietà dei propri stakeholder, così come non era scontato che credesse a un nuovo ruolo delle norme a favore dello sviluppo sostenibile. Entrai così a far parte della delegazione italiana, senza immaginare che la riunione ISO di Bahia avrebbe influenzato in modo indelebile il mio percorso professionale.

Quell’incontro gettò, infatti, le basi per la redazione di UNI EN ISO 26000 “Guida alla responsabilità sociale”, pubblicata nel 2010, una norma che mi ha profondamente formato e cambiato.

Entrai così a far parte della delegazione italiana, senza immaginare che la riunione ISO di Bahia avrebbe influenzato in
modo indelebile il mio percorso professionale. Quell’incontro gettò, infatti, le basi per la redazione di UNI EN ISO 26000 “Guida alla responsabilità sociale”.

Da allora il mio viaggio attraverso le norme non si è mai fermato e oggi ho l’onore (e l’onere…) di presiedere la Commissione tecnica UNI “Responsabilità sociale delle organizzazioni”, che da piccolo gruppo di appassionati della sostenibilità si è trasformato in un riconosciuto punto di riferimento nelle social norms.

La curiosità e il desiderio che ho sempre avuto di approfondire i temi di frontiera sono stati i principali ingredienti delle mie attività anche in questo campo.
Come rappresentante del sindacato ho puntato in questi anni a portare il punto di vista dei lavoratori nei contenuti delle norme in sede nazionale e internazionale e, dopo aver partecipato ai lavori della UNI EN ISO 26000, sono stata coinvolta nella redazione
di altre due importanti norme internazionali: UNI ISO 20400 sugli acquisti sostenibili, completata nel 2017, e UNI ISO 30415 sulla diversità e inclusione, pubblicata lo scorso anno.

A livello nazionale, la Commissione tecnica sulla responsabilità sociale è attualmente impegnata sia nella preparazione di una norma italiana sull’applicazione
di UNI EN ISO 26000 sia nei lavori del project committee ISO/PC 337, cui spetta la preparazione della norma ISO 53800 Guidelines for the promotion and the implementation of gender equality. La recente nomina nel Comitato di indirizzo strategico UNI come rappresentante delle 3 organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL è un’altra tappa importante del mio tragitto attraverso le norme. Accanto a me spero di trovare come compagne di viaggio nei prossimi
anni tante altre donne presidenti di una commissione tecnica UNI. Le norme hanno bisogno dell’altra metà del cielo.

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