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Documenti elettronici: pubblicata la norma UNI CEI ISO/IEC 26300 sul formato OpenDocument

La norma tecnica UNI CEI ISO/IEC 26300, pubblicata in questi giorni come adozione nazionale della norma ISO/IEC 26300, rappresenta il capitolo finale di un lungo percorso che ha portato per la prima volta alla definizione, in ambito normativo, di uno standard universale per i documenti elettronici, svincolandoli dalla applicazione che li ha generati: si tratta del formato OpenDocument (ODF).

Ad oggi la gran parte dei documenti che siamo soliti gestire con il computer sono generati da software commerciali, ognuno dei quali possiede un proprio formato proprietario. Ciò comporta che, per poter leggere o modificare tali file, l’utente debba avere a disposizione lo stesso programma (ed in alcuni casi anche la stessa versione) utilizzato dall’estensore del documento oppure un programma che faccia da filtro per la visualizzazione.

Il formato OpenDocument, basato sul linguaggio XML, permette di superare questi vincoli. Esso è infatti ciò che viene definito uno "standard aperto", libero pertanto da restrizioni tecniche e da diritti d’autore del produttore. Per definizione uno standard si dice "aperto" quando:

  1. è adottato e mantenuto da un’organizzazione non-profit ed il cui sviluppo avviene sulle basi di un processo decisionale aperto e a disposizione di tutti gli interlocutori interessati e le cui decisioni vengono prese per consenso o a maggioranza;
  2. il documento di specifiche è disponibile liberamente oppure ad un costo nominale. Deve essere possibile farne copie, riusarle e distribuirle liberamente senza alcun costo aggiuntivo;
  3. eventuali diritti di copyright, brevetti o marchi registrati sono irrevocabilmente concessi sotto forma di royalty-free;
  4. non è presente alcun vincolo al riuso, alla modifica e all’estensione dello standard.


Il formato ODF risponde a tutti questi requisiti: l’adozione di un tale modello fa in modo che le informazioni contenute nei file OpenDocument siano accessibili a prescindere dai sistemi operativi, dai programmi e dalle tecnologie utilizzati dagli utenti.
Chiunque può usare i file ODF su qualsiasi piattaforma in qualsiasi momento.

Il formato OpenDocument può risultare particolarmente utile nella Pubblica Amministrazione, un settore in cui sono più che mai necessari la massima interoperabilità tra sistemi informatici eterogenei e la garanzia di lettura e modifica dei documenti.
A questo proposito non è un caso la rapidità con cui l’ODF si sta diffondendo in tutto il mondo. Diversi sono infatti i governi e le pubbliche amministrazioni che hanno deciso di adottare il formato OpenDocument. Per rimanere in Europa, ecco alcuni degli esempi più significativi:

  • in Belgio il Consiglio dei Ministri ha stabilito che dal mese di settembre 2008 ODF sarà l’unico standard da utilizzare all’interno della Pubblica Amministrazione;
  • in Danimarca,dal 1° settembre 2006 e dopo un periodo di sperimentazione di sei mesi tutti i documenti online del Ministero delle Scienze della Tecnologia e dell’Innovazione sono in ODF; a partire da gennaio 2008 tutte le informazioni scambiate in maniera digitale tra la Pubblica Amministrazione e i cittadini dovranno essere disponibili in formati basati su Open Standard;
  • in Francia il formato ODF viene utilizzato dalla Gendarmerie; inoltre la RGI (Référentiel Général Interopérabilité), che sovrintende alle regole della interoperabilità dei sistemi informativi, raccomanda l’utilizzo di ODF come formato standard dei documenti.
Il formato OpenDocument, date le sue caratteristiche, conferirà maggiore efficienza e flessibilità alla comunicazione tra pubblica amministrazione e cittadini.

La norma internazionale ISO/IEC 26300 "Open Document Format for Office Applications (OpenDocument) v1.0" ha visto la luce nel novembre scorso grazie al lavoro del comitato tecnico ISO/IEC JTC 1 "Information technology" SC 34 "Document description and processing languages". In ambito nazionale, i lavori normativi nel campo delle tecnologie informatiche e delle relative applicazioni vengono seguiti dall’UNINFO, ente federato UNI.


Per informazioni:

UNINFO (Ente federato UNI per le Tecnologie Informatiche e loro applicazioni)
tel. 011 501027 - fax 011 501837
e-mail: uninfo@uninfo.polito.it

Per informazioni commerciali:

Diffusione UNI
tel. 02 70024200, fax 02 5515256
e-mail: diffusione@uni.com

26/01/2007




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