| Un vademecum per vacanze a prova di scottatura |
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| Martedì 27 Luglio 2010 15:59 |
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Una recente indagine condotta dall’istituto Piepoli per conto di CDV nel dicembre 2009, pone l’attenzione sul rapporto tra italiani e occhiali da sole. Scopriamo quindi che il 15% della popolazione tende a usare gli occhiali da sole sempre, il 30% non li indossa quasi mai o mai e il 18% solo raramente. Tuttavia ben l’83% è consapevole che un occhiale da sole contraffatto o mediocre possa causare danni agli occhi. Insomma, al di là dell’estetica e del brand, è essenziale che gli occhiali da sole svolgano al meglio la principale funzione per la quale sono stati ideati e che siano fabbricati “a regola d’arte”. Per assicurarsi che gli occhiali da sole - o le lenti - che acquistiamo siano a “norma” si raccomanda di verificare che riportino almeno le seguenti informazioni (che possono essere impresse come marchio sulla montatura degli occhiali, stampate sull’etichetta o indicate sull’imballaggio o una combinazione di tutte queste modalità):
Utilizzare un occhiale da sole con lenti protettive “a norma” significa far assorbire le radiazioni pericolose dalla lente prima che possano colpire l’occhio e produrre danni. Ma anche un’esposizione prolungata della pelle ai raggi solari può provocare effetti dannosi sia nel breve sia nel lungo periodo (quindi attenzione, perché gli effetti dannosi di un accumulo di radiazioni solari a cui si è stati sottoposti da bambini può manifestarsi anche dopo molti anni). Molti dei danni provocati alla pelle dai raggi solari possono comunque essere sensibilmente ridotti indossando capi di abbigliamento progettati e fabbricati con tessuti specifici.
Bisogna naturalmente ricordare che il grado di protezione dell’indumento si riduce nel caso questo sia strappato, logoro, danneggiato o bagnato. La norma raccomanda inoltre di allegare al prodotto un piccolo opuscolo informativo per illustrare i pericoli dell’esposizione alle radiazioni UV. Per quanto riguarda invece le creme solari protettive, a livello internazionale sono allo studio nuove norme tecniche per la loro valutazione al fine di migliorarne le prestazioni e di fornire informazioni più dettagliate in base alle caratteristiche specifiche dei tipi di pelle. Un primo passo per la valutazione delle creme solari è stato fatto con la pubblicazione del documento UNI CEN ISO/TR 26369. Si tratta del primo rapporto tecnico che esamina i metodi più comunemente utilizzati per valutare il fattore di fotoprotezione dei prodotti di protezione solare applicati sul corpo umano. Per quanto concerne gli aspetti qualitativi e di sicurezza, il settore ha fatto un decisivo passo avanti con la pubblicazione della norma UNI EN ISO 22716, che fornisce le linee guida per la produzione, il controllo e la conservazione dei prodotti cosmetici e che copre tutti gli aspetti di qualità del prodotto, a garanzia del consumatore finale. La norma è innovativa per il settore e l’obiettivo è quello di qualificare il comparto dei prodotti cosmetici valorizzando quelli di qualità. La guida "Sole amico. Proteggersi con occhiali e abbigliamento anti UV a norma" offre inoltre numerose indicazioni riguardanti le caratteristiche che devono avere gli occhiali da sole ed i vestiti ed il tipo di uso che deve esserne fatto, oltre a diversi consigli pratici su come comportarsi nei luoghi assolati, soprattutto per i bambini. |



Scottature, eritemi, fastidiosi riflessi della luce e molto altro. I raggi ultravioletti, oltre a portare numerosi effetti benefici, molte volte presentano il conto allo sprovveduto bagnante che si è esposto senza prendere le necessarie precauzioni. Proprio per questo motivo l’UNI ha aggiornato i contenuti della guida "Sole amico. Proteggersi con occhiali e abbigliamento anti UV a norma" (
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