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UNI/TR 11365:2010

Installazioni fisse antincendio - Chiarimenti applicativi relativi alla UNI EN 12845 (sprinkler)

EC 1-2010 UNI EN ISO 105-G02:1999

Tessili - Prove di solidità del colore - Solidità del colore ai fumi di gas bruciati

UNI EN 1317-1:2010

Barriere di sicurezza stradali - Parte 1: Terminologia e criteri generali per i metodi di prova

UNI EN 15876-1:2010

Riscossione elettronica dei pagamenti - Valutazione degli apparati di bordo e di terra per la conformità alla EN 15509 - Parte 1: Struttura della suite di prova e scopo della prova

UNI 10667-1:2010

Materie plastiche prime-secondarie - Parte 1: Generalità

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Un vademecum per vacanze a prova di scottatura Stampa
Martedì 27 Luglio 2010 15:59

soleamico_2010Scottature, eritemi, fastidiosi riflessi della luce e molto altro. I raggi ultravioletti, oltre a portare numerosi effetti benefici, molte volte presentano il conto allo sprovveduto bagnante che si è esposto senza prendere le necessarie precauzioni. Proprio per questo motivo l’UNI ha aggiornato i contenuti della guida "Sole amico. Proteggersi con occhiali e abbigliamento anti UV a norma" (pdf Scarica la guida ) per far conoscere i problemi derivanti da una eccessiva esposizione al sole e per indicare i requisiti che i vari prodotti che acquistiamo (capi d’abbigliamento e occhiali da sole) devono avere per essere considerati “a norma”.
La guida è stata realizzata grazie alla collaborazione di ANFAO (Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici), CDV (Commissione Difesa Vista) e SMI (Sistema Moda Italia). 

Una recente indagine condotta dall’istituto Piepoli per conto di CDV nel dicembre 2009, pone l’attenzione sul rapporto tra italiani e occhiali da sole. Scopriamo quindi che il 15% della popolazione tende a usare gli occhiali da sole sempre, il 30% non li indossa quasi mai o mai e il 18% solo raramente. Tuttavia ben l’83% è consapevole che un occhiale da sole contraffatto o mediocre possa causare danni agli occhi. Insomma, al di là dell’estetica e del brand, è essenziale che gli occhiali da sole svolgano al meglio la principale funzione per la quale sono stati ideati e che siano fabbricati “a regola d’arte”. 

Per assicurarsi che gli occhiali da sole - o le lenti - che acquistiamo siano a “norma” si raccomanda di verificare che riportino almeno le seguenti informazioni (che possono essere impresse come marchio sulla montatura degli occhiali, stampate sull’etichetta o indicate sull’imballaggio o una combinazione di tutte queste modalità):

  • la marcatura CE (obbligatoria)
  • il riferimento alla norma europea UNI EN 1836 (o solo EN 1836) che solitamente si trova all’interno del libretto di istruzioni che accompagna il prodotto
  • il nome del fabbricante o del fornitore
  • il numero della categoria del filtro montato (da 0 a 4, con l’eventuale logo per il divieto di impiego durante la guida nei casi ove previsto)
  • le istruzioni per la cura, la manutenzione e la pulizia.

Utilizzare un occhiale da sole con lenti protettive “a norma” significa far assorbire le radiazioni pericolose dalla lente prima che possano colpire l’occhio e produrre danni. 

Ma anche un’esposizione prolungata della pelle ai raggi solari può provocare effetti dannosi sia nel breve sia nel lungo periodo (quindi attenzione, perché gli effetti dannosi di un accumulo di radiazioni solari a cui si è stati sottoposti da bambini può manifestarsi anche dopo molti anni). Molti dei danni provocati alla pelle dai raggi solari possono comunque essere sensibilmente ridotti indossando capi di abbigliamento progettati e fabbricati con tessuti specifici.
Per identificare e garantire la qualità dell’abbigliamento protettivo ai raggi UV esistono le norme tecniche della serie UNI EN 13758.
I capi di abbigliamento “anti-UV” conformi alle norme UNI si riconoscono perché sono marcati e riportano un pittogramma (sole giallo con ombreggiatura, profilo e caratteri neri) che segnala che il tessuto presenta un fattore di protezione dei raggi ultravioletti (UPF) maggiore di 40, ed è dunque concepito per offrire alle persone che lo indossano una protezione contro l’esposizione ai raggi UVA e UVB. Oltre al pittogramma, tali capi d’abbigliamento contengono il numero della norma e l’indicazione del fattore protettivo “40+” oltre ad alcune informazioni che solitamente si trovano sull’etichetta o sul materiale informativo che accompagna il prodotto, ad esempio le frasi:

  • “l’esposizione al sole causa danni alla pelle”
  • “soltanto le aree coperte sono protette”
  • “assicura la protezione UVA + UVB per l’esposizione al sole”.

Bisogna naturalmente ricordare che il grado di protezione dell’indumento si riduce nel caso questo sia strappato, logoro, danneggiato o bagnato. La norma raccomanda inoltre di allegare al prodotto un piccolo opuscolo informativo per illustrare i pericoli dell’esposizione alle radiazioni UV. 

Per quanto riguarda invece le creme solari protettive, a livello internazionale sono allo studio nuove norme tecniche per la loro valutazione al fine di migliorarne le prestazioni e di fornire informazioni più dettagliate in base alle caratteristiche specifiche dei tipi di pelle. Un primo passo per la valutazione delle creme solari è stato fatto con la pubblicazione del documento UNI CEN ISO/TR 26369. Si tratta del primo rapporto tecnico che esamina i metodi più comunemente utilizzati per valutare il fattore di fotoprotezione dei prodotti di protezione solare applicati sul corpo umano.

Per quanto concerne gli aspetti qualitativi e di sicurezza, il settore ha fatto un decisivo passo avanti con la pubblicazione della norma UNI EN ISO 22716, che fornisce le linee guida per la produzione, il controllo e la conservazione dei prodotti cosmetici e che copre tutti gli aspetti di qualità del prodotto, a garanzia del consumatore finale. La norma è innovativa per il settore e l’obiettivo è quello di qualificare il comparto dei prodotti cosmetici valorizzando quelli di qualità.

 La guida "Sole amico. Proteggersi con occhiali e abbigliamento anti UV a norma" offre inoltre numerose indicazioni riguardanti le caratteristiche che devono avere gli occhiali da sole ed i vestiti ed il tipo di uso che deve esserne fatto, oltre a diversi consigli pratici su come comportarsi nei luoghi assolati, soprattutto per i bambini.