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sci_sicurezzaAnche quest’anno, alla vigilia della partenza per le mete montane, l’UNI offre agli oltre 3 milioni di sciatori e 450 mila snowboardisti alcuni suggerimenti pratici per affrontare in sicurezza le piste innevate. Lo fa con la terza edizione della Guida "Arriva la neve… usate la testa" che contiene notizie e consigli per chi pratica gli sport invernali.
La Guida, realizzata in collaborazione con Assosport – Associazione Nazionale fra i Produttori di Articolo Sportivi, F.I.S.I. – Federazione Italiana Sport Invernali, Istituto Superiore di Sanità e Pool Sci Italia, contiene il decalogo dello sciatore, informazioni relative alle attrezzature per la pratica degli sport invernali e alla segnaletica che deve essere apposta sulle piste.
E’ importante, infatti, essere certi che l’attrezzatura di cui disponiamo sia adatta per affrontare in sicurezza le piste da sci e da snowboard, ma anche verificare che la località di montagna disponga di aree sciabili con una segnaletica a norma.

Caschi da sci
Il casco da sci è un esempio concreto di prodotto la cui sicurezza e qualità sono garantite dall’applicazione di una norma tecnica: la UNI EN 1077 “Caschi per sci alpino”.
Infatti, secondo quanto stabilito dal Ministero della Salute, i caschi da sci per essere ammessi sulle piste devono obbligatoriamente rispettare i requisiti indicati in tale norma.Il casco da sci deve essere obbligatoriamente indossato dai ragazzi al di sotto dei 14 anni di età devono obbligatoriamente indossare durante la pratica dello sci alpino e dello snowboard.
Tale obbligo è sancito dalla legge n. 363/2003 mentre il Decreto 2 marzo 2006 del Ministero della Salute stabilisce che i caschi protettivi devono rispondere alle prescrizioni tecniche contenute nella norma EN 1077.La norma UNI EN 1077 prevede due tipologie di casco: di classe A e di classe B.

I caschi di classe A sono più adatti a chi pratica questo sport in modo molto intenso o agonistico, che privilegia la sicurezza anche -al limite- a discapito di un po’ di comfort e di vestibilità.
I caschi di classe B sono pensati invece per chi pratica sci e snowboard in modo meno impegnativo e con minore frequenza e che -pur pretendendo la sicurezza- non vuole rinunciare a praticità e comfort.I primi coprono infatti una parte più ampia del cranio (in particolare l’intera zona delle orecchie) mentre i secondi - coprendo una zona più ristretta - risultano più leggeri e offrono una migliore ventilazione e una maggiore capacità uditiva.
I “caschi sicuri”, sia di classe A sia di classe B, si trovano già sul mercato e si riconoscono perché, oltre alla designazione della classe, sono marcati con l'indicazione EN 1077 e con la sigla CE.

Occhialoni
Arriva la neve... usate la testa - ed.2010Per garantire sicurezza e comfort allo sciatore, UNI ha pubblicato la norma UNI EN 174 che si applica a tutti gli occhialoni (o maschere da sci) utilizzati per la protezione degli occhi durante lo sci e la pratica dello snowboard.
È importante infatti che - quando indossata - la maschera da sci garantisca la protezione dell’occhio (sicurezza passiva) ma al tempo stesso permetta allo sciatore la massima ampiezza del campo visivo (sicurezza attiva).
Ecco alcuni requisiti prestazionali e di sicurezza che la maschera da sci a norma UNI deve rispettare:

Gli occhialoni da sci sicuri sono riconoscibili dalla marcatura CE e dalle informazioni fornite dal fabbricante che devono riportare, per esempio, il numero e la data della norma, il nome e/o il marchio del fabbricante, le istruzioni per l’uso, la manutenzione e la pulizia.

Protezioni paraschiena
Sono leggeri “scudi” articolati che s’indossano sotto la giacca a vento e che garantiscono l’assorbimento degli urti nonché la copertura di una certa percentuale della schiena.Nati per l’uso motociclistico (per il quale devono essere conformi alla norma tecnica UNI EN 1621-2) sono sempre più utilizzati anche da sciatori e snowboarder per proteggersi in caso di cadute o di eventuali impatti.

Cartelli segnaletici per le piste
La legge 363/2003 ha introdotto l’obbligo per i gestori delle aree sciabili di apporre la segnaletica di sicurezza sulle piste, demandando al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in collaborazione con l’UNI, la messa a punto delle caratteristiche dei vari tipi di segnali.
I segnali che troviamo sulle piste italiane, quindi, sono quelli stabiliti dalle norme tecniche UNI (tra cui la serie UNI 8133, UNI 8134, UNI 8135 e UNI 8136) come previsto dall’articolo 1 del sopra citato decreto.Le norme UNI stabiliscono che i segnali indicatori, così come accade per i segnali stradali, siano facilmente riconoscibili ed abbiano forme e colori diversi.I segnali forniscono quattro tipologie di messaggi:

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Diffusione UNI
tel. 0270024200, fax 025515256
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